Gianni Pais Becher sotto la vetta della cima Tasiilaq in Groenlandia Orientale, il 1 luglio 1984 alle ore 23,00 e sullo sfondo, in lontananza la cima innevata di Alpe Adria, salita in prima assoluta nel 1982, con Ferruccio Svaluto Moreolo.
Durante la mia attività di alpinista e Guida Alpina, ho organizzato e partecipato a numerose Spedizioni Alpinistiche, Esplorative e Scientifiche in varie località del mondo:
1974: Groenlandia Orientale distretto di Angmassalik.
1974: Groenlandia Orientale distretto di Angmassalik.
Partecipanti alla Spedizione alpinistico esplorativa:
Elziro Molin Poldedana, Alberto Berti, Claudio De Zordo, Eraldo Pais Becher, Giuseppe Macchietto, Giuseppe Barbieri, Enzo Lancellotti e Gianni Pais Becher.
Nella zona compresa tra il ghiacciao Karale ed il Ghiacciaio Knud Rasmussen abbiamo salito molte cime inviolate e percorso alcuni ghiacciai sconosciuti.
La spedizione era stata organizzata per festeggiare il Centenario di fondazione della Sezione Cadorina del C.A.I.di Auronzo.

1974, Groenlandia Orientale, Distretto di Angmagssalik, lembo settentrionale del fiordo Sermiligaq. Claudio De Zordo ed Alberto Berti, alpinisti del C.A.I. di Auronzo di Cadore, di ritorno da una delle tante scalate a cime inviolate compiute da loro e dagli altri componenti la Spedizione Alpinistica organizzata per festeggiare il centenario di fondazione della Sezione Cadorina del C.A.I. di Auronzo di Cadore in provincia di Belluno - Veneto - Italia.
Nella zona compresa tra il ghiacciao Karale ed il Ghiacciaio Knud Rasmussen abbiamo salito molte cime inviolate e percorso alcuni ghiacciai sconosciuti.La spedizione era stata organizzata per festeggiare il Centenario di fondazione della Sezione Cadorina del C.A.I diAuronzo. Con Claudio ed Alberto, ancor adolescente ed io alcuni anni più giovane di loro, ho imparato ad arrampicare ed abbiamo vissuto molte vicende liete tra le nostre Crode di Auronzo e Misurina. Adesso loro *SONO ANDATI AVANTI*, ma resteranno sempre in fondo al mio cuore. Grazie amici Caludio ed Alberto, per tutto quello che mi avete insegnato e per tutto il tempo lieto: ore, giorni e mesi che abbiamo trascorso insieme.
1979: Spedizione alpinistica in Bolivia nella Cordillera Real.
Partecipanti: Giuliano De Marchi, Agostino Da Polenza, Rolando Menardi, Marco Corte Colò, Pietro Vecellio Salto, Piero Valmassoi e Gianni Pais Becher.
Durante la spedizione è stata aperta una via nuova sulla parete est dell'Hancohuma, imponente montagna alta 6427 metri ed una via nuova sul Viluyo quarto.
1981: Gianni viene invitato a partecipare alla spedizione alpinistica Friulana al Nevado Sarapo nella Cordillera di Huayhuash in qualità di organizzatore dei
servizi logistici in Perù.
Durante la spedizione è stata aperta una difficile via nuova sulla parete sud del Nevado Sarapo.
Partecipanti alla Spedizione:
Sergio De Infanti (capospedizione), Rodolfo Sinuello, Silvio Antoniutti, Lucio Anziutti, Mario Cedolin, Nico De Santa, Tonino Cella, Luciano De Crignis, Cristina De Crignis, Bruna De Florian, Lino Di Lenardo, Stefano Sinuello, Mario Qualizza, Geminiano Veritti, Mario Casanova, Edoardo Busetto, Daniele
Eirlich, Enea Gavazzi, Alberto Madrau, Elio Pezzano, Adriano Ursella, Fausto Sala, Jamanca e Gianni Pais Becher.

1982: Spedizione alpinistica *Veneto Friulana in Groenlandia Orientale*.
Da sinistra in basso: Enea Gavazzi, Ferruccio Svaluto Moreolo, Stefano Sinuello, Geminiano Veritti e Daniele Zandegiacomo Bianco.
Da sinistra in piedi: Nico De Santa, Gianni Pais Becher (Leader), Marino Di Lenardo, Gianni Pais De Gabriel, Anna Sberla, Lucio Anziutti, Oliviero Olivier, Tonino Cella, Gigi Dal Pozzo e Maurizio Dall'Omo.
Durante la spedizione abbiamo salito molte cime inviolate con difficoltà su roccia e su ghiaccio di livello estremo.

1982: Attraversata aerea per superare un fiume sul ghiacciaio Kristian in Groenlandia.
Già nel 1982 avevamo verificato che era in atto lo scioglimento intensivo dei ghiacci della Groenlandia.

1982: i componenti la Spedizione Veneto Friulana, sono ricevuti a Selva di Valgardena dal Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, a cui gli alpinisti hanno dedicato una cima inviolata.
1983: Gianni Pais Becher accompagna in Groenlandia Orientale un gruppo dell'Associazione Italiana Amici della Groenlandia. Abbiamo effettuato alcune prime ascensioni.
Lo scopo principale della spedizione era: il tentativo di installare le basi per un proficuo interscambio culturale tra la Groenlandia e l'Italia.

Nella Foto Mauro Corona e Cristina Smiderle a mezzanotte del 1 luglio 1984 su una cima inviolata della Groenlandia Orientale che verrà denominata Cima Belluno.
1984: Spedizione alpinistica Internazionale organizzata per festeggiare il centenario dell'arrivo dell'esploratore danese Gustav Holm a Tasiilaq nell' area di Angmagssalik. Kalatdlit Nunat, Groenlandia.
Partecipanti: Gianni Pais Becher capospedizione, Mauro Corona, Maurizio Dall'Omo, Luciano Zardini, Antonio Colli, Peter Podgornik, Janko Humar, Ane Kuitse, Ferdinand Make, Luciano De Crignis, Lino Di Lenardo, Cristina Smiderle, Fabio Delisi e Roberto Mazzilis.
Durante la spedizione abbiamo salito 20 cime inviolate ed aperto 28 vie nuove, tra le quali alcune di estrema difficoltà. Per la prima volta nella storia dell'alpinismo, due Inuit: Ane Kuitse e Ferdinand Maqe, hanno preso parte attivamente ad una spedizione alpinistica.

Una delle cime inviolate da loro scalate è stata chiamata Cima Tasiilaq, il nome del villaggio dove sono nati e cresciuti.
Un altra è stata chiamata cima Tiniteqilaq, un piccolo villaggio sul fiordo Sermilik.

1984, i componenti la Spedizione mentre raggiungono i campi avanzati, trainando le slitte cariche di viveri e materiale alpinistico.
Lo scultore Mauro Corona ha inoltre effettuato un interessante interscambio di tecniche di incisione con i più affermati scultori di Angmagssalik.
Vicino al porto del villaggio di Tasiilaq, abbiamo allestito un improvvisata palestra di roccia, dove i bambini hanno imparato la tecnica di arrampicata,
dimostrando doti di equilibri eccezionali.

1986, da sinistra Peter Podgornik, Gianni Pais Becher e Ferruccio Svaluto Moreolo sotto la parete nord dell'Ingollfjeld in Groenlandia Orientale.
1986: Spedizione alpinistico - scientifica in Groenlandia Orientale. Lo scopo era quello di aprire una via nuova sulla difficile parete nord dell'Ingolffjeld meglio conosciuto come l'Eiger della Groenlandia.
A quello si è aggiunta una spedizione scientifica organizzata in collaborazione con il Centro Studi Ligabue di Venezia ed il Museo di Storia Naturale della stessa città.
Partecipanti:
Gianni Pais Becher (capospedizione), Peter Podgornick e Ferruccio Svaluto Moreolo (alpinisti).
Lorenzo Bonometto, Francesco Mezzavilla e Luca Missan (ricercatori).
Pierantonio Zago e Sergio De Longhi (radioamatori).
1989: Gianni Pais Becher organizza un altra spedizione in Groenlandia Orientale alla quale partecipano:
Gastone Lorenzini (finanziatore ed alpinista) e la guida alpina di Misurina Elziro Molin Poldedana.
Anche durante questa spedizione, abbiamo salito alcune cime nuove che portano a oltre cinquanta montagne inviolate il totale delle cime salite durante le sei spedizioni in Groenlandia Orientale guidate da Gianni Pais Becher.
I reportage completi delle spedizioni sono stati riportati dalle riviste del settore:
Rivista mensile del C.A.I., Lo Scarpone, Alp ed American Alpine Journal. L'Istituto Geodetico Danese con sede a Copenaghen, ha ricevuto le relazioni
complete di mappe, dove sono segnate la localizzazione delle cime. Inoltre il Centro Studi Per La Montagna di Torino ha ricevuto tutte le nostre relazioni
alpinistiche.
Nel 1990 inizia il lungo viaggio che porterà Gianni Pais Becher in Asia, durante gli anni: 1990, 1991, 1992, 1995, 1997.
Dapprima in Mongolia dove riceverà l'importante incarico di rappresentante ufficiale in Europa, del Mongol Altai Club e della Mongolian Mountaineering Union.
In Mongolia salirà alcune cime inviolate e la montagna Sacra dell'Otgon Tenger. In seguito raggiungerà l'Amdo Tibetano, portandosi fin alle sorgenti del fiume Giallo e salendo una cima inviolata nel gruppo dell'Amnye Machen, la montagna Sacra ai tibetani. La montagna, intorno alla quale hanno pregato in ginocchio migliaia di tibetani, è stata resa famosa dall'esploratore Leonard Clark, che l'aveva quotata come la più alta del mondo. La montagna è stata difesa e guardata a vista nei secoli, dalla tribù degli Golok o Ngolok. Uomini e donne dai tratti somatici fieri che si differenziano da quelli dei cinesi e degli stessi tibetani.
Dal 1999 al 2011, Gianni vaga per l'America Latina e visita la Patagonia, il Cile, L'Argentina, l'Uruguay, la Bolivia ed il Perù. Viaggi che di alpinistico hanno soltanto la salita su alcune cime per scopi culturali. Viaggi di conoscenza, di avvicinamento alle popolazioni che da sempre abitano l'altipiano delle Ande. In particolare con gli Aymara ed i Quechua. Una scelta di vita che continua tuttora e che si può comprendere solo in parte, visitando i siti web:
www.chile.it www.culturaindigena.it o visionando le centinaia di video disponibili su: www.youtube.com/indigeno9


Natale 2010: Giovanni (Gianni) Pais Becher sulle Ande tra Argentina e Cile aspettando che il vento gli indichi la direzione da prendere
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Gianni Pais Becher on the Altai mountains in Mongolia whit a Uriankai family
Durante le spedizioni alpinistiche ed esplorative, che ho effettuato in anni diversi sulle montagne del mondo, ho sempre cercato di privilegiare i rapporti umani con le popolazioni locali, cercando di imparare il più possibile della loro cultura e delle loro tradizioni. In questo modo ho potuto acquisire un bagaglio di esperienze e di conoscenze che mi hanno aiutato a crescere e che mi hanno dato la possibilità di capire finalmente quale dovesse essere la vita dei miei antenati tra queste montagne. I popoli che abitano le altitudini del mondo hanno molte cose in comune. Hanno tratto la loro sopravvivenza soprattutto dalla pastorizia e dall'allevamento del bestiame, così in Mongolia come in Cadore. La donna e le bambine che appaiono in questa foto, appartengono all'etnia Uriamqa e vivono in Mongolia a 3000 metri - su un altopiano che s'innalza sotto al massiccio della Tsast Uul - nella catena dei monti Altai. Nel 1992, dopo aver scalato le montagne che sovrastavano le loro tende, hanno voluto che fossi loro ospite. Batogtok, il marito della signora Erdenetuya, mi ha prestato il suo deli (tunica tradizionale dei mongoli) ed il suo cappello, perchè mi considerava uno della loro famiglia. Ho dormito nelle loro tende, ho pascolato le loro pecore, munto i loro yak, sono uscito di notte più volte a scacciare i lupi che insidiavano le loro greggi. Prima di andarmene mi hanno regalato un cavallo. Volevano che lo portassi con me in Italia per ricordarmi per sempre di loro. Quando ho fatto capire che non potevo portarlo con me, mi hanno detto che lo custodiranno loro fino al mio ritorno. Grazie amici miei, tornerò a trovarvi, tornerò ad abbracciarvi stretti e a cavalcare ancora sull'altopiano insieme a voi.

Il 2 luglio 1991 Bold Baatar, Gianni Pais Becher ed Edy Gansbacher raggiungono la vetta dell'Otgon Tenger*La Montagna Sacra della Mongolia* per una via nuova. Durante la salita incontrano i resti di un aereo caduto su quella montagna molti anni prima. Nella foto l'alpinista del Mongol Altai Club Bold Baatar e la guida alpina Giovanni (Gianni) Pais Becher sulla vetta.

I Groenlandesi Tunumiut Ferdinan Maqe, Ane Kuitse e Giovanni (Gianni) Pais Becher sulla vetta della cima Tasiilaq. Cima inviolata salita per la prima volta nel 1984 da due Inuit, accompagnati da Fabio Delisi e Gianni Pais Becher. Si fermeranno un ora sulla cima a guardare il sole che a mezzanotte tocca la calotta glaciale, quasi accarezzandola, ed invece di tramontare, riprende a salire all'orizzonte. Quell'ascensione resterà impressa nella storia del alpinismo, come la prima effettuata da Inuit Tunumiut della Groenladia Orientale.
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Costumi Cadorini e Groenlandesi insieme in una serata indimenticabile allo Stadio del Ghiaccio di Auronzo. |
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